Allenandosi per la sesta edizione delle Olimpiadi del libro

Si torna a casa

Care ragazze e cari ragazzi,
siamo giunti alla fine di questo percorso estivo tra le pagine del libro di Silvana Gandolfi, L’isola del tempo perso.
Anche noi, come Giulia e Arianna, chiudiamo le valigie per rientrare dalle nostre avventure (estive).

Complimenti a chi ha letto,  partecipato e risposto in maniera creativa: avete dimostrato di saper leggere CURIOSAMENTE, bravi!
Con le vostre risposte, inoltre, avete permesso alle vostre classi di accumulare punti importanti in vista della sesta edizione delle Olimpiadi del libro.

Vi ricordo di preparare le dieci domande (corredate delle relative risposte) sul libro. Ognuno di voi consegnerà le sue dieci domande all’insegnante di Italiano, al rientro dalle vacanze.

Buon rientro a scuola a tutti! 🙂

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Chi trova un amico trova un tesoro

Care lettrici e cari lettori,
vi ricordate il primo post? Parlavamo di libri, di isole, di avventure e di tesori.

I pirati, nei romanzi avventurosi, vanno sempre alla ricerca di tesori nascosti. Seguono un percorso ben preciso su una mappa e arrivati sul punto segnato con una X cominciano a scavare. Per trovare che cosa? Un forziere pieno di gioielli preziosi, monete d’oro, armi appartenute a qualche grande condottiero, ecc. ecc.

Le nostre protagoniste sicuramente non arrivano sull’isola con questo intento, ma anche a loro è riservata una grande sorpresa. Anche per loro l’isola si rivela come il luogo dove è custodito un grande tesoro. Non si tratta di qualcosa di materiale, ma sicuramente prezioso, anche più prezioso di qualsiasi perla o pietra rara. L’isola regala loro l’amicizia. Da un lato rinforza il loro legame che diventa ancora più saldo; dall’altro permette a Giulia e Arianna di incontrare nuovi amici, che non dimenticheranno mai e che rimarranno per sempre nei loro cuori.

Ma come si capisce se un’amicizia è vera? Quali azioni o parole sono simboli di un legame sincero e di un affetto incondizionato?

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Segreti e scoperte

Bentornati lettori!
Ormai siamo grandi conoscitori dell’isola e dei suoi abitanti. Ma siamo sicuri di sapere proprio tutto?
Come in ogni avventura che si rispetti, anche in quella che stiamo leggendo ci sono dei colpi di scena e degli svelamenti. Talvolta sono le situazioni a rivelare qualcosa che era rimasto nascosto o dimenticato, altre volte invece sono i personaggi a celare qualche segreto.

Perché lo facciamo? A volte si omettono certi particolari perché sono troppo delicati o personali per condividerli; in altre occasioni si mantengono segreti di altre persone a cui abbiamo promesso riservatezza; in qualche caso semplicemente non riveliamo delle cose perché non ci sembrano così rilevanti; talvolta invece entra in gioco la paura del giudizio o l’imbarazzo…

Sono tanti i motivi per cui spesso non ci sentiamo sicuri di dire tutto; ma è bellissimo quando ci troviamo davanti una persona di cui ci fidiamo e decidiamo di aprirci. A volte è proprio una liberazione!

Anche i personaggi del romanzo hanno a che fare con scoperte, segreti, e fatti nascosti che vengono a galla. Quali sono e chi coinvolgono? Perché li tengono nascosti? O come scoprono certe verità che erano rimaste celate?

Aspetto le vostre scoperte!

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Attenzione! Il tempo è importante

Care ragazze e cari ragazzi,
tra i tanti spunti che L’isola del tempo perso ci offre, la riflessione sul tempo ha sicuramente un posto di rilievo.

Il tempo è protagonista anche di numerosi detti popolari e proverbi. Qualche esempio:

“Chi ha tempo non aspetti tempo”;
“Ogni cosa ha il suo tempo”;
“Dai tempo al tempo”;
“Il tempo viene per chi lo sa aspettare”.

Ve ne vengono in mente altri?

L’autrice ci aiuta a pensare a quanto vale il tempo che dedichiamo alle diverse attività o alle persone. Ma non tutto il tempo è uguale e non tutti i modi di utilizzarlo hanno lo stesso valore. Sull’isola il tempo trascorre in modo diverso da quello a cui siamo abituati normalmente e ci sono diversi simboli attribuiti al tempo. La luna ad esempio serve per ricordare ai ragazzi, una volta tornati sulla Terra, di fare le cose con calma.

Anche le fumarole hanno un significato ben preciso e portano un messaggio importante: bisogna fare molta attenzione al tempo perso in maniera distruttiva. Infatti questo può trasformare le persone, renderle irriconoscibili e allontanarle dai loro obiettivi. Quali sono gli esempi di tempo utilizzato in maniera sbagliata?

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L’unione fa la forza

Bentornati lettori,
vi ringrazio perché state partecipando attivamente alla vita del blog.
Ognuno di voi sta mettendo il suo personale contributo per creare una piccola isola (virtuale), in cui scambiarci opinioni e riflessioni attorno all’Isola del tempo perso

Anche nell’isola creata dalla fantasia di Silvana Gandolfi ogni personaggio ha un ruolo ben preciso e ogni componente di questa comunità ha delle caratteristiche particolari. Ci sono Daniele, Bruno, Walter, Mosca, gli adulti, il professore, Kurt, Vittoria, Marina…

Ogni personaggio sa cosa deve fare, secondo le sue passioni e le sue inclinazioni personali. C’è chi si trova a suo agio con i libri, chi invece si interessa di animali, chi ha una predisposizione al coordinamento…

Come in una classe scolastica o come in una famiglia, o semplicemente in un gruppo di persone, ogni elemento spicca per la sua singolarità che unita a tutte le altre crea un bellissimo lavoro di squadra.

All’inizio volevo intitolare questo articolo “Ad ognuno il suo compito”, ma poi ho pensato che “L’unione fa la forza” fosse molto più appropriato!

Cerchiamo di descrivere i vari personaggi di questa particolare collettività.

Mafalda

Questione di prospettiva

testa in giù

Care lettrici e cari lettori,
prima di questo libro non avevo mai pensato che PERDERE qualcosa potesse costituire un aspetto positivo. Quando si perde un oggetto è una tragedia, soprattutto se si perde qualcosa di importante. Ancora più grave è perdere qualcosa che ci è stato affidato da un’altra persona.

Ma se tutto quello che perdiamo servisse ad altri? Se tutto quello che lasciamo in giro con  superficialità fosse di grande utilità a chi vive in condizioni diverse dalle nostre?

Sarebbe stupendo!

Pensate se l’isola del tempo perso esistesse davvero e se gli oggetti smarriti sulla Terra potessero tornare a vivere in mano di qualcuno che ne ha bisogno.
Gli abitanti dell’isola non vivono soltanto grazie al TEMPO perso, ma anche grazie a tutto ciò che trovano sulla spiaggia.

Grazie all’autrice abbiamo avuto la possibilità di capovolgere le sguardo e  di pensare da un altro punto di vista, cambiando prospettiva rispetto al nostro modo di vedere abituale. Anche questo è un potere che hanno i libri…

Ma allora, cosa perdiamo normalmente? Quali oggetti vengono recuperati dagli abitanti dell’isola? Come li riutilizzano?
Andiamo anche a noi alla ricerca!

 

 

Chi l’avrebbe detto?!

Bentornati lettori!
Oggi vi accolgo con un titolo che è un po’ quesito e un po’ esclamazione.

Uno degli aspetti che più mi ha colpito e stupito leggendo L’isola del tempo perso è stata l’idea di accumulare tutto il tempo che si perde quotidianamente nel mondo e creare un universo parallelo che vive proprio di quell’insieme di minuti, ore, giorni, settimane,  eccetera eccetera.
L’ho trovata un’idea originale e… geniale! Chi avrebbe detto che perdere tempo può avere così tanto valore?! Eppure l’autrice sottolinea l’importanza di perdere tempo, ma in maniera sana, con attività che facciano bene, che creino serenità e gioia. Proprio questo tempo, vissuto con la giusta dose di spensieratezza e leggerezza, permette a tutti (donne e uomini, anziani, bambini e giovani) di stare bene con se stessi e con gli altri.

Ma quali sono queste attività? Quando si perde tempo in maniera sana? Nel libro sono riportati alcuni esempi. Li avete individuati? Ne avete altri da aggiungere?

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